Perché i bambini fanno i capricci?

Ecco una domanda da un milione di dollari! Vediamo innanitutto cos’è un capriccio e poi in questo articolo cercheremo di individuarne le cause. In un prossimo articolo troveremo anche i modi di risolvere e far diminuire i capricci.


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Cos’è un capriccio? Rispondono alla definizione di capriccio diversi comportamenti strampalati (a nostro personale parere) dei bambini: che si tratti di un gioco rifiutato, un azione negata, un’isteria ingiustificata che ingigantisce un nonnulla, il preludio di una ribellione infantile… Vediamoli in dattaglio, per motivazione e per età.

I bambini fanno i capricci per diversi motivi (e a diverse età), alcuni sono gestibili, altri meno, su tutti puoi comunque prevenire e intervenire.

Vediamoli insieme:


1.
I bambini piccoli fanno i capricci quando sono stanchi. Piagnucolano, hanno reazioni insensate di fronte a qualsiasi cosuccia che non corrisponde alla loro capacità di accoglienza del momento. Sono semplicemente stanchi. Personalmente, e parlando con alcune mamme ho trovato riscontro, i bambini, dopo l’anno di età e fino ai 4 anni (e oltre non ho verificato), hanno come un momento di down verso le 17/17:30 poi, se si calmano con una attività tranquilla o il sonnellino per i più piccolini, si riprendono. Seppur stanchi non hanno più quelle esuberanze difficilmente contenibili.

2.
Perché sono frustrati e non lasciamo loro lo spazio, la possibilità o il tempo di fare da soli o come vogliono. Quante volte ti è capitato questo? Migliaia! 🙂 I bambini non hanno limiti, vorrebbero fare tutto, senza tenere conto dei rischi possibili. Non conoscono neppure il tempo che scorre, e per loro vestirsi la mattina potrebbe impiegare anche un’ora, tra un gioco e un altro. Sappiamo che dire di no a certi giochi ci salva dall’uscire di casa (al posto dei giochi) e che poi loro ci giocherebbero mezz’ora e poi basta, quindi molte volte dobbiamo dire “no” a dei giochi. E loro si arrabbiamo, fanno un capriccio, come si dice.

3.
Perché ci intromettiamo. Questa volta, non lasciamo loro lo spazio, la possibilità o il tempo di sperimentare QUANDO è possibile. Se siamo tranquillamente in casa a giocare, è il momento di lasciare che facciano loro. Invece, molti genitori e nonni che conosco ci vogliono mettere lo zampino, anche quando non sarebbe necessario. Perché fanno meglio loro, fanno più veloce e i figli/nipoti possono “imparare guardando”. Ricordo da piccola quando mi veniva detto dai nonni “Guarda come faccio io, così poi tu fai uguale”, senza però poi darmi la possibilità di rifarlo all’istante.

4.
Perché i bambini piccoli, diciamo sicuramente fino ai 3 anni, non sanno ancora bene gestire le proprie emozioni, così forti, così improvvise e così prorompenti. La stanchezza poi è un elemento che si confonde con questa incapacità di gestione e la miscela è esplosiva… Tutti questi “capricci” sono fisiologici e legittimi. Il bambino ha il diritto di ribellarsi se non può sperimentare o se ha un’opinione contraria. Sta a noi insegnare loro come esprimere disaccordo in modo rispettoso per tutti. E di come trattare i capricci ne parliamo in un prossimo articolo.

5.
C’è un ultimo caso di capriccio, quello dei bambini grandi. Il capriccio per disagi, mancanza di barriere e regole. Questo capriccio è ancor più fastidioso perché viene da un bambino che avrebbe tutte le capacità di gestire il proprio stato emotivo prorompente. È il capriccio della bambina viziatella del film storico di Willy Wonka. In quel caso, per stereotipo, Veruca /e già il nome…) incarna il preadolescente viziato e sempre accontentato. Però, a volte, i bambini grandi che fanno capricci sono bambini che vivono disagi in casa: indifferenza, denigrazione, troppe tensioni tra altri famigliari, incapacità o impossibilità di esprimersi e condividere. Qui si parla di disagio ed è un argomento più complesso di cui parleremo in futuro.

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Debora Conti, autore dell'articolo: Perché i bambini fanno i capricci?
Perché i bambini fanno i capricci? – Diventa Genitore Leader e Coach – Figli Felici
Un articolo di Debora Conti, mamma, Trainer di PNL da più di 10 anni e l’unica operatrice certificata in Europa per lo Yale Parenting Method presso Yale University, ideatrice del metodo Figli Felici. Nel 2013 ha ideato il metodo Figli Felici ed è autore del libro “Il Linguaggio Emotivo dei Bambini” con Sperling & Kupfer.

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