Rabbia e figli: cosa fare?

Riconoscere le emozioni degli altri è segno di rispetto, facciamolo anche con i nostri figli. In questo video-blog ti parlo di rabbia e figli, come riconoscerla e cosa fare.


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Quando tuo figlio è arrabbiato, se ti arrabbi anche tu non risolvi granché. Se non rispetti il suo sentimento, la sua ira continuerà più a lungo. Se la riconosci, ti apri la porta al dialogo.

Se poi si tratta di un bambino nella fascia di età dall’anno e mezzo ai 2 e mezzo o tre (dipende) denominata i “terrible twos” allora devi prendertela ancora più con comodo. Riconosci la sua emozione così lui o lei impara a capirla e poi a gestirla. Usa frasi come: “Sei veramente arrabbiato”, “Vedo che sei proprio arrabbiato”

Poi chiedi cosa vuole che tu faccia. Tra rabbia e figli è meglio sapere sempre cosa fare. Ci sono bambini che vogliono che tu stia lì vicino ad aspettare, bambini che vogliono un abbraccio, bambini che vogliono stare da soli… O tutte e tre le cose nello stesso bambino in fasi diverse o età differenti. L’importante per noi genitori è sapere e rispettare il suo volere.

In un altro video blog mi concentrerò ancora sulla rabbia: come prevenirla e come trattarla con una semplice tecnica di Programmazione Neurolinguistica.


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Debora Conti, autore dell'articolo: Rabbia e figli: cosa fare?
Rabbia e figli: cosa fare? – Diventa Genitore Leader e Coach – Figli Felici
Un articolo di Debora Conti, mamma, Trainer di PNL da più di 10 anni e l’unica operatrice certificata in Europa per lo Yale Parenting Method presso Yale University, ideatrice del metodo Figli Felici. Nel 2013 ha ideato il metodo Figli Felici ed è autore del libro “Il Linguaggio Emotivo dei Bambini” con Sperling & Kupfer.

3 video gratis per crescere i figli in un ambiente sereno… per tutti!

Il primo video ti parlerà di come “complimentarsi”, cioè l’elogiare o praise in inglese. Il secondo video introdurrà la tecnica dell’ignorare. Nel terzo video capiremo come sono neurologicamente così diversi rispetto a noi.

È preferibile dire: «Si parla con un tono di voce normale» piuttosto che: «Non si urla», meglio dire che si usa la forchetta piuttosto che non si usano le mani per mangiare... Debora Conti - Speling & Kupfer - Metodo Figli Felici - Kazdin Parenting Method  - PNL - Programmazione Neurolingiostica - Yale Parenting Center

È preferibile dire: «Si parla con un tono di voce normale» piuttosto che: «Non si urla», meglio dire che si usa la forchetta piuttosto che non si usano le mani per mangiare... Debora Conti - Speling & Kupfer - Metodo Figli Felici - Kazdin Parenting Method  - PNL - Programmazione Neurolingiostica - Yale Parenting Center

È preferibile dire: «Si parla con un tono di voce normale» piuttosto che: «Non si urla», meglio dire che si usa la forchetta piuttosto che non si usano le mani per mangiare... Debora Conti - Speling & Kupfer - Metodo Figli Felici - Kazdin Parenting Method  - PNL - Programmazione Neurolingiostica - Yale Parenting Center

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Comments 2

  1. Buongiorno, ho seguito il tuo consiglio riguardo a Pietro che, verso il 27 mesi, tendeva ad alzare le mani ogni volta che era arrabbiato… con il consiglio he bo trovato anch sul tuo libro, dell’ignorarlo in certi casi e andarmene in un’altra stanza in altri casi più esagerati…Pietro ha ridotto drasticamente l’uso delle mani e quando capita ti da subito una carezza per scusarsi! Il problema ora è che quando è arrabbiato tende a girarsi in cerca di qualcosa da lanciare con forza a terra, noto proprio che studia e sceglie cosa tirare (giochi, sedie che riversa a terra, la mia borsa…)…noi non sappiamo come comportarci: lo portiamo in camera dicendogli che quando si calma, potrà tornare di là da noi e insieme riordineremo…a volte questo funziona, ma altre volte la rabbia è molta e andiamo avanti e indietro da quella stanza dicendogli la stessa frase un sacco di volte finché ad un certo punto viene e insistendo riordina. Non sappiamo se dobbiamo gestire gli episodi di rabbia prima che butti tutto a terra (ma come????), o lasciarlo sfogare così ( visto che per ora non abbiamo trovato un metodo alternativo) e poi quando è calmo, farlo riordinare per poi complimentarci con lui? Inoltre durante i momenti in cui gli chiediamo di calmarsi, ci chiede il ciuccio ( l’impressione e’ che sia per lui un enorme supporto per abbassare la soglia d’ansia e di rabbia che si è creata in quel momento) che per lui anche se ha quasi 3 anni è un eccezionale antiatress: noi gli diciamo che glielo daremo solo quando si sarà calmato ed avrà riordinato, pensandolo come una sorta di premio… oppure dovremmo darglielo appena lo chiede, sapendo che così sicuramente si calmerà , inizierà più ad ascoltare anche una semplice motivazione che gli potrebbe spiegare perché gli abbiamo detto no alla tal cosa e così probabilmente si risolverebbe tutto prima? Che fare insomma?
    Grazie del tuo aiuto!
    Silvia.

    1. Buongiorno Silvia, ricorda di ignorare un comportamento e mai il figlio! Distrailo con domande su altro che vi unisce e vi fa sentire bene insieme: vuoi aiutare la mamma? Ti piace quel colore? cosa hai disegnato di bello? Ma hai visto i tuoi pantaloni dispettosi che si sono messi al contrario?

      Sfogarsi è di tutti i bimbi. Lo fai uscire? Fare due passi con te? aria aperta? Parchetto se c’è tempo decente fuori? C’è tanta tv nella sua vita? è sovra-stimolato da elementi fuori dalla sua gestione (tv, telefonino, rumori, urla…)? Se vuoi gestire gli sfoghi “prima” e giustamente pensa a fargli fare giochi semplici, a fargli respirare aria fresca, a giocare un po’ sotto casa…

      E naturalmente, se vorrai, fammi sapere,
      Debora

      p.s. premi, meglio un abbraccio e basta 🙂 e meglio se intesi come regali e non come pretese.

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